VEDELAGO (TREVISO) - Non ha permesso alla Sla di spegnere il suo sorriso né la voglia di aiutare gli altri. Se ne è andata domenica, a soli 51 anni, Elisabetta Schievano, di Cavasagra, che negli ultimi anni aveva trasformato la propria esperienza di malattia in una testimonianza di coraggio e solidarietà, diventando un punto di riferimento per amici, volontari e per le "Spice", coro femminile con cui condivideva la passione per il canto.
Il lutto A piangerla i genitori Marilisa e Alberto, il fratello Antonio con Tiziana e il marito Loris Tagliapietra, originario di Burano, che le è rimasto accanto durante tutto il percorso della malattia, lasciando anche il lavoro. I due si erano conosciuti nell'estate del 2012 a Cavallino-Treporti, dove lui lavorava come bagnino. I primi segnali della malattia erano comparsi all'inizio del 2020 con un dolore alla spalla destra. «Inizialmente pensavano a un problema legato al lavoro svolto da Elisabetta in serigrafia» ricorda il marito. Dopo una lunga serie di visite e accertamenti, rallentati anche dall'emergenza Covid, all'inizio del 2022 era arrivata la diagnosi di Sla. «Quando ti dicono che è una malattia degenerativa e irreversibile ci metti un po' a metabolizzare tutto». Superato il primo smarrimento, però, la coppia aveva scelto di affrontare insieme la nuova realtà.L'impegno «Devi decidere se lasciare che il male governi il resto della tua vita oppure cercare di rendere questo tratto di strada ancora vivibile. Elisabetta non si è mai nascosta dietro la malattia: ha preso le redini in mano e ha continuato a vivere con quello che le era concesso fare». Nel giugno del 2023 le sue condizioni erano peggiorate rapidamente. Ricoverata per circa un mese, aveva perso la capacità di camminare autonomamente. Due giorni dopo il ritorno a casa, lei e Loris avevano deciso di sposarsi. La cerimonia si era svolta in forma semplice, senza la presenza di parenti e amici. Per questo motivo, l'anno successivo, il vicesindaco Giorgio Marin aveva organizzato una sorpresa per la coppia. Nel giugno del 2024, durante un concerto delle "Spice" all'arena all'aperto di Vedelago, alla presenza del sindaco Giuseppe Romano e del parroco don Mauro, i due avevano rinnovato la promessa di matrimonio davanti alla comunità. «Sono rimasto colpito dal suo modo di affrontare la vita - ricorda oggi il sindaco Romano -. Anche nelle difficoltà riusciva a trasmettere ottimismo e positività. Una persona davvero ammirevole». La passione Tra le passioni che Elisabetta non ha mai abbandonato c'era la musica. Faceva parte delle "Spice", un gruppo di amiche che da anni si ritrovava per cantare in occasione di matrimoni, celebrazioni e iniziative parrocchiali. Durante la malattia il suo esempio aveva dato nuova energia al gruppo, che aveva iniziato a portare la sua testimonianza anche al pubblico attraverso spettacoli e serate benefiche nei teatri del territorio, tra cui il Teatro Accademico di Castelfranco. «Elisabetta era così, con un pensiero rivolto sempre a chi stava male. Era una persona candida, trasparente, che non lasciava indifferenti» ricorda Loris. La fede Profonda anche la sua fede. Aveva partecipato a due pellegrinaggi a Lourdes, nel 2024 e nel 2025. Nel corso della malattia aveva inoltre instaurato un rapporto di amicizia con il vescovo di Treviso, Michele Tomasi, che era andato a trovarla nella sua abitazione. Il vescovo presiederà ai funerali di Elisabetta, che saranno celebrati domani, mercoledì 24 giugno, alle 15 nella chiesa parrocchiale di Cavasagra. Stasera alle 20 il rosario. Le offerte alla cooperativa Gap, Gruppo assistenza pianificata.








