Eccoci qui anche quest’anno, con la stanchezza di chi non ha capito niente di quanto successo finora nel mondo, ma con la speranza di trovare aperti entro agosto almeno due cose: il solito baracchino della spiaggia che frequentiamo da vent’anni e lo stretto di Hormuz. Se è vero che dallo stretto passano energia, petrolio e tutto il necessario per potercela fare, al baracchino vendono i gelati confezionati a cui siamo tanto legati. Insomma, è una questione di priorità stagionali.
Giugno 2026 sembra già rovente e il periodo dei gelati è iniziato sicuramente bene. Il giro al banco surgelati del supermercato si è dimostrato piuttosto uniforme nelle proposte, sia nei gusti che nei prezzi (mediamente al rialzo), anche se, rispetto allo scorso anno, il mercato appare meno creativo e ispirato. Tuttavia, gli stecchi offrono ancora spunti maggiori per loro creatività rispetto ad altri generi, ma il formato che sembra aver deciso di cambiare passo è la vaschetta. Tutti i principali marchi che producono gelato da condividere in casa paiono aver intuito un nuovo spazio di mercato. Sarà mica perché il gelato monoporzione ha raggiunto il prezzo del filetto di vitello? Può essere. Sta di fatto che pot, barattolini e vaschette sono formati da monitorare. E lo abbiamo fatto! Aggiungendoli al carrello insieme a coni, biscotti e stecchi e portando a quindici il numero di gelati novità che abbiamo assaggiato solo per poter commentare cosa valga la pena comprare o no, aprendo quella portafinestra del supermercato che sporge in un gelido mondo fatto di latte reidratato, cacao in polvere e purea di frutta.







