Ieri è ripartita l"offerta di Unicredit su Commerzbank e durerà fino al 3 luglio.

Si riaprono dunque le prospettive per l"istituto di piazza Gae Aulenti, che tra azioni già possedute, quelle conferite e diritti supera abbondantemente il 50% della banca tedesca.

Il problema però non è solo l"adeguatezza del premio dell"offerta che il vertice di Commerz e, in particolare, l"amministratrice delegata Bettina Orlopp contestano da un po" di tempo, ma anche la contrarietà del governativo Fondo di stabilizzazione dei mercati che fa leva soprattutto sul ruolo fondamentale di Commerz per l"economia tedesca e, in specie, per il finanziamento delle piccole e medie imprese, per non parlare dell"iniziativa giudiziaria che il consiglio di fabbrica di Commerz si accingerebbe a promuovere contro Unicredit per una presunta manipolazione del mercato.

L"istituto italiano è dunque davanti al solito dilemma: andare avanti e tentare di conseguire il pieno successo nell"assemblea con la successiva piena potestà nella formazione degli organi della Commerz o evitare le incertezze e le successive reazioni certe se l"operazione riuscisse, quindi intraprendere un"efficace iniziativa diplomatica verso il governo tedesco e il vertice di Commerz, anche nell"ipotesi in cui si ritenesse un tale percorso come extrema ratio.