<p>È abbastanza semplicistico dare alla progettata operazione Unicredit-Commerzbank anche il ruolo di pilota o meglio di catalizzatore di altre aggregazioni transfrontaliere, qualora la concentrazione in questione vada in porto. </p><p>E ciò se solo si tiene conto che, almeno per ora, il governo tedesco ha annunciato che manterrà la sua partecipazione del 12% circa in Commerz senza, perciò, conferirla all'Opas. </p><p>Le aggregazioni ben possono anche coesistere con una presenza pubblica nel capitale, importante, ma di livello limitato, soprattutto perché non si prevede di certo un trattamento privilegiato della presenza pubblica. </p><p>Ma il vero stimolo alle concentrazioni cross border è l'unità normativa effettiva nell'Unione e nell'Eurozona così come quella dei controlli di Vigilanza, delle metodologie, dei criteri. </p><p>Insomma, occorre che il piano e il contesto siano assolutamente espressione dell'Unione bancaria per ora spesso citata ma solo parzialmente attuata; si deve trattare dell'esigenza che in passato spesso si menzionava come costruzione di una situazione di level playing field.
Per non parlare poi della progettata,solo di larghissima massima, Unione del risparmio e degli investimenti. </p><p>Sia chiaro: non è che si escluda che vi possano essere nuove aggregazioni e che un qualche stimolo lo dia anche l'eventualità di un approdo positivo dell'operazione in questione. </p><p>Ma questa segnala pure i numerosi ostacoli che si debbono affrontare e i diversi complessi autoritativi con il concorso di diverse Authority nonché le decine di autorizzazioni necessarie.






