Il mercato italiano del private equity continua a crescere, ma resta aperta la questione del controllo delle imprese strategiche. È uno dei principali messaggi che emerge dalla seconda edizione della ricerca «Chi investe, chi compra e il trasferimento del controllo delle imprese italiane», realizzata dalla Fondazione Praexidia, sotto la presidenza di Pierluigi Paracchi, con Banca Investis sui dati PitchBook e presentata lunedì alla Camera dei Deputati.Lo studio aggiorna l"analisi sul cosiddetto company flight, il trasferimento del controllo delle imprese italiane a seguito delle operazioni di private equity, estendendo l"osservazione dal 2000 a maggio 2026.
Nel periodo esaminato sono state censite 5.725 operazioni di ingresso effettuate da 1.024 operatori su 4.697 società, in aumento rispetto alle 5.221 operazioni rilevate nella precedente edizione della ricerca.Significativo è il dato relativo alle exit.
Dal 2000 a maggio 2026 sono state registrate 2.243 operazioni di uscita che hanno coinvolto 1.676 aziende e 1.239 nuovi acquirenti.
La composizione geografica di chi acquista resta invariata: solo il 35% è italiano.
In altre parole, quasi due operazioni su tre terminano con il passaggio del controllo a soggetti internazionali, siano essi investitori finanziari o gruppi industriali.








