La guerra in Ucraina ha riportato molti giornalisti sugli scaffali delle librerie. Dagli instant book pubblicati nei primi mesi dopo l’invasione russa ai saggi storici, le sezioni tematiche si sono riempite di nuovi volumi quasi costantemente. C’è però un aspetto poco raccontato di questa guerra, che dipende sia dalla vicinanza geografica dell’Ucraina, sia dalla conformazione dei fronti: l’affermazione di una nuova generazione di giornalisti freelance.

Di guerra e di altre schifezze (pp. 211, euro 17), scritto da Andrea Sceresini per Minimum Fax, parla anche di questo. Ma, a differenza di altri colleghi, l’autore già non era un neofita del contesto ucraino. «Sono arrivato per la prima volta in Donbass nel 2014» ci racconta Sceresini, «e per 10 anni ho visto e raccontato questo conflitto che poi nel febbraio del ’22 è esploso con l’invasione su larga scala russa». Insieme ad altri colleghi, più o meno coetanei, e accomunati dall’assenza di un contratto stabile, dalla fame di storie e dalla consapevolezza di poter – per una volta – ottenere quel riconoscimento mediatico ed economico che ai freelance è generalmente negato, l’autore narra «dieci anni di conflitto in Ucraina visti con gli occhi di un reporter freelance, spesso squattrinato e talvolta allo sbaraglio».