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Ultimo aggiornamento: 16:05
“Guerra tra Russia e Ucraina? Da quando Biden decise che bisognava passare dalla guerra strisciante iniziata nel 2014 alla guerra aperta nel 2022, c’è stata la militarizzazione dell’informazione e anche della cultura in maniera molto netta dall’oggi al domani. Questa militarizzazione ha preteso che ci si schierasse, pena l’essere emarginati.” Sono le parole di Luciano Canfora, professore emerito di filologia greca e latina presso l’Università di Bari, durante la presentazione del suo nuovo libro, Il porcospino d’acciaio. Occidente ultimo atto (Laterza), in dialogo con lo storico Armando Pepe.
Da questo nucleo si irradia l’intera analisi dello studioso, che descrive un Occidente avvitato in una retorica bellica capace di colonizzare l’informazione e perfino l’ambiente culturale. Canfora ricorda come, “dal primo giorno della guerra in Ucraina, il 24 febbraio 2022”, i grandi giornali si siano lanciati in una copertura totalizzante e faziosa, “mettendoci dentro tutto il patetismo e la faziosità possibile occultando i dati”: tra questi, la dichiarazione di Papa Francesco secondo cui la Nato “abbaia ai confini della Russia” o le parole pronunciate da Sergio Mattarella a Mosca nel 2017 per invitare a fermare un conflitto che era già in atto.








