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Ultimo aggiornamento: 7:30

di Stefano Briganti

Sia come sia, in un modo o nell’altro, anche questa guerra giungerà al termine. Ognuno dei belligeranti, Europa inclusa, dichiarerà la propria “non sconfitta”, si spegneranno i riflettori sul campo di battaglia e si accenderanno quelli sul multimiliardario business (con relative mangiatoie) della ricostruzione ucraina. Resteranno anche accesi i riflettori sul nuovo scenario geopolitico globale che questa guerra, nata come un conflitto regionale, ha sviluppato e continuerà a sviluppare.

In parallelo a quella che l’occidente consente all’Ucraina di combattere sui campi di battaglia, c’è una guerra economico-commerciale-politica che per come è condotta non terminerà e sta contribuendo ai profondi cambiamenti degli equilibri mondiali a cui stiamo assistendo. Nata con lo scopo principale di strangolare l’economia russa bloccandone la macchina bellica e portare la Federazione alla sconfitta strategica, si sta rivelando l’innesco di un nuovo “ordine mondiale”. Venti pacchetti di sanzioni Ue e una decina Usa, per un totale di oltre 20.000 sanzioni, hanno mirato alla paralisi del sistema bancario russo e al principale introito economico di Mosca: le fonti energetiche. Un tale “volume di fuoco” verso il secondo produttore mondiale di petrolio e gas non si poteva pensare che non avrebbe destabilizzato gli equilibri geopolitici euroasiatici.