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16 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 18:01

Il consumismo delle notizie dai teatri di guerra: Venezuela, Iran, Gaza, Ucraina, Groenlandia, Cuba. Mentre Panama e Taiwan continuano ad avere i piedi freddi. Trump ci aveva promesso che sarebbe finita in Ucraina. Invece continua nel disprezzo delle regole dei deboli, dei dimenticati e degli alleati. Nel mentre si continua a combattere e a morire. La missione di un plotone ucraino si trasforma in operazione praticamente suicida: attraversare un miglio di foresta, pesantemente fortificata e minata, per liberare il villaggio strategico di Andriivka dalle forze russe. Una volta arrivati trovano solo morti, la bandiera dell’Ucraina la issano su un cumulo di macerie. Un giornalista li accompagna, testimoniando le devastazioni della guerra e la crescente incertezza sulla sua conclusione.

Il film di Mstyslav Chernov, bello nella sua tragicità, è nelle sale il 19, 20, 21 gennaio. Andare a vederlo oltre a essere una testimonianza importante è un gesto di rispetto per le giovani vittime, almeno di loro rimarrà una traccia nella memoria dei vivi. Non sono morti invano. I giovani soldati hanno lasciato i loro lavori, chi faceva il camionista, chi studiava, chi invece di abbracciare un fucile ha deciso di abbracciare una telecamera per testimoniare l’orrore.