Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiPenny dà appuntamento al mercato italiano nel 2028 quando il discount tedesco conta di raggiungere la profittabilità, portando l’ebitda margin sul fatturato in terreno positivo al +1 / +2%. Sarà questa la strada per ridurre poi progressivamente la distanza con quelli che l’insegna del gruppo Rewe considera i suoi concorrenti diretti: Lidl ed Eurospin (perché ai primi posti tra i discount in Italia). Nella sua prima intervista come nuovo ceo tricolore dallo scorso 1° febbraio, Arnd Riehl smentisce ulteriormente le indiscrezioni di stampa su una possibile uscita dal mercato italiano e rilancia parlando del piano strategico per i prossimi due anni, sottolineando che «operazioni di m&a potranno far parte delle linee di sviluppo, sia guardando a rami d’azienda sia a interi gruppi, anche se quest’ultimo caso è più difficile da concretizzarsi. Se si presenteranno occasioni, comunque, non mancheranno i fondi per perseguirle» grazie alla disponibilità della casa madre che, a livello consolidato, ha archiviato il 2025 superando i cento miliardi di euro di fatturato. Nel prossimo futuro di Penny, quindi, ci saranno investimenti sul fronte dei negozi ma anche possibili operazioni di merger&acquisition (fusioni&acquisizioni) per recuperare velocità e guadagnare punti sull’attuale quota di mercato al 6% nel canale discount mentre i primi competitori veleggiano oltre, intorno al 30% o lo hanno già superato (l’intero canale è a circa il 24% sul totale Italia, in fase di rallentamento dopo anni di forte crescita).
Discount, Penny rilancia in Italia: ritorno alla profittabilità nel 2028 - ItaliaOggi.it
Parla per la prima volta il nuovo ceo tricolore Riehl: ecco il piano di sviluppo tra acquisizioni e crescita al Sud. Lasciare il mercato italiano? «Ci abbiamo pensato in passato, ora non è un tema»
Penny punta profittabilità 2028 (+1/+2% margin) con 15-16 aperture 2026, 200M€ investimento. Consolidamento nel discount italiano (Penny 6% vs Lidl 30%) segnala ciclo maturo post-inflazione con shift verso banchi serviti e private label (60% ricavi).







