Il logorìo dei consumi alimentari moderni svela i paradossi della grande distribuzione organizzata (gdo): in Italia i discount sono il format di vendita che sembra aver affrontato meglio l’ormai cronica debolezza dei consumi, eppure anche loro si dimostrano inquieti adesso. Aldi, per esempio, sta procedendo a una pulizia dei punti vendita ritenuti non strategici, attività che ogni gruppo fa periodicamente ma che, in questo caso, assume un significato ulteriore ricordando che l’ex ceo di Lidl Italia Massimiliano Silvestri farà il suo ingresso in Aldi Italia il prossimo autunno, come country managing director (come anticipato da ItaliaOggi del 26/11/2025). Da lui il mercato si aspetta grandi operazioni per far recuperare terreno all’insegna arrivata nella Penisola nel 2018, rispetto ai concorrenti di Lidl (tedeschi anche loro ma sbarcati in Italia nel 1992). Tanto per avere un ordine di grandezza, Aldi gestisce una rete di circa 200 negozi, Lidl sugli 800 avendo peraltro la forza economica di arginare per tempo un eventuale exploit di Aldi. Posto che la strategia di Lidl guidato dal nuovo ceo Martin Brandenburger ha già un suo obiettivo: toccare quota mille store entro il 2030. A prescindere invece, per Aldi, può essere anche tempo di consuntivi dopo 8 anni nella Penisola rivedendo la propria strategia di aperture sul territorio, il loro costo economico e la loro impostazione in store, a livello di layout espositivo, secondo alcuni addetti ai lavori.