«Non solo Penny non è in vendita, ma l’Italia rappresenta uno dei mercati chiave su cui intendiamo continuare a investire con decisione - dice al Sole 24 Ore Arnd Riehl, dallo scorso 1° febbraio amministratore delegato della sede italiana -. Con il pieno supporto del Rewe Group, multinazionale tedesca con 100 miliardi di euro di ricavi nel 2025, siamo pronti a valutare nuove opportunità di sviluppo ed espansione, anche attraverso operazioni di crescita esterna, laddove coerenti con la nostra visione industriale».

Ieri nella sua prima uscita pubblica Riehl ha presentato i piani di sviluppo della catena in Italia, piani che partono con una dote di circa 200 milioni di euro da investire nell’arco del triennio, di cui 72 quest’anno. Il piano industriale prevede l’apertura nel 2026 di altri 15 discount che saranno principalmente nel Mezzogiorno «Lazio, Puglia e Sicilia perché sono aree che offrono un potenziale maggiore perché la presenza di altre insegne non è massiva» continua l’ad. Tra il 2027 e il 2028 sono previste una trentina di inaugurazioni. Parallelamente si lavora al rinnovo degli altri punti vendita, quest’anno saranno una settantina, inserendo dove possibile i reparti “a servizio” macellerie e gastronomia «che fanno crescere le vendite a doppia cifra» rimarca Riehl. Sono anche previste delle chiusure di alcuni negozi, quelli con performance non in linea con gli obiettivi della multinazionale tedesca. «Il numero dei clienti è in crescita perché riusciamo ad intercettare coloro che prima facevano la spesa al supermercato e ora vanno al discount per risparmiare» sottolinea l’ad. Così Penny detiene una quota di mercato vicina al 6% e un trend delle vendite a parità di punti vendita positivo.