Un momento della sfilata Giorgio Armani primavera-estate 2027 (ph Francesc Ten/MFF)

La corte neoclassica di Palazzo Orsini, sede di rappresentanza della maison Armani, per una sera abbandona la compostezza aristocratica per vestirsi dei colori e delle suggestioni del Mediterraneo per lo show uomo spring-summer 2027 e per il debutto della cruise donna in passerella. Tappeti stesi come in un mercato d’Oriente, pouf di rafia, luci dorate e un’atmosfera da caravanserraglio contemporaneo accolgono gli ospiti mentre i fotografi si contendono gli arrivi più attesi. I flash si accendono per l’attrice Lucy Boynton, presto sul grande schermo nei panni di Jane Asher nella monumentale tetralogia dedicata ai Beatles diretta da Sam Mendes. Poco dopo arriva Chiwetel Ejiofor, già candidato all’Oscar per 12 anni schiavo e oggi protagonista del discusso fenomeno cinematografico Backrooms. Tra gli ospiti anche Paolo Sorrentino, fresco del successo de La grazia, Marco Mengoni e Mark Strong.

Lo show parte quasi all’improvviso per 400 happy few. «La cruise non aveva mai sfilato, per cui abbiamo pensato che era il caso di farla vedere, perché comunque è molto bella. E poi era l’occasione giusta», racconta a MFF Silvana Armani, guida stilistica della donna del marchio. A farle eco è Leo Dell’Orco, a capo del menswear. «Le cose erano abbastanza simili. Abbiamo messo insieme i capi e abbiamo capito che stavano bene insieme». Il messaggio è subito chiaro. Per Giorgio Armani il Mediterraneo non è una semplice geografia, è un linguaggio. È il luogo dove culture diverse si incontrano, si contaminano e si arricchiscono reciprocamente. Un mare che da sempre trasporta uomini, merci, idee e immaginari.