Per anni la corsa allo spazio è sembrata una partita tra Elon Musk e Jeff Bezos. Da una parte SpaceX, con Starlink e i razzi riutilizzabili. Dall'altra Blue Origin: stessa ambizione, ritmo completamente diverso. Bezos ha sempre preferito costruire lentamente, senza scadenze pubbliche e senza scommesse spettacolari. Oggi però un terzo nome si prepara a entrare nella competizione: Eric Schmidt. E l'ex amministratore delegato di Google potrebbe arrivare su Marte prima di Musk.
La NASA ha annunciato una partnership pubblico-privata con Relativity Space per la missione Aeolus, un orbiter scientifico che dovrà studiare polveri, venti, temperature e ghiaccio sotterraneo del Pianeta Rosso. Il lancio è previsto nel 2028. Se il calendario verrà rispettato, Aeolus potrebbe diventare la prima missione privata a raggiungere Marte.
La notizia ha sorpreso molti osservatori. Prima di tutto perché Relativity Space fino a poco tempo fa non sembrava una candidata credibile per una missione di questo tipo. Fondata nel 2015 da Tim Ellis, ex ingegnere di Blue Origin, e Jordan Noone, ex ingegnere di SpaceX, l'azienda aveva attirato l'attenzione per l'uso estensivo della stampa 3D nella costruzione dei razzi. Il suo primo vettore, Terran 1, è stato lanciato nel 2023 ma non ha raggiunto l'orbita. Successivamente sono arrivate difficoltà finanziarie e problemi nella raccolta di capitali.








