Tutto sommato, c’era da aspettarselo. Considerati i ritardi, i problemi tecnici e le ambizioni cinesi. Ciò che ha annunciato ieri pubblicamente l’attuale numero uno della Nasa, Sean Duffy, nel voler riaprire il contratto per il veicolo di allunaggio, o Human Landing System per “Artemis,” potrebbe rimettere clamorosamente in gioco il programma. Perlomeno sull’azienda che realizzerà il modulo che dovrà garantire i primi allunaggi del nuovo programma lunare.

Che potrebbe non essere più SpaceX. E’ la totale riapertura di una gara che potrebbe riportare in vantaggio Blue Origin, proprio la compagnia spaziale di Jeff Bezos, che a suo tempo fece causa all’ente spaziale, reo di aver scelto SpaceX per realizzare il veicolo di allunaggio, dopo che l’azienda di Kent, nello Stato di Washington, aveva presentato con largo anticipo il suo lander “Blue Moon”. Un veicolo spaziale che richiama di più il vecchio Lem del programma Apollo, ma assai più sofisticato e moderno, oltre che spazioso, e soprattutto più semplice nel concetto.

Starship, annullato (di nuovo) il decimo test di SpaceX a causa del maltempo

25 Agosto 2025

Gara riaperta per lo HLS