Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiMa se l’azienda cinese di automobili elettriche Byd aprisse uno stabilimento nel Nordest, dopo i rumors su un possibile stabilimento rilevato a spese di Stellantis come Cassino e Melfi (Pz), quali possibilità ci sarebbero?
Il parere delle imprese: Texa e lo scetticismo sulla produzione di massa
La Tribuna di Treviso ha sondato un po’ il settore dell’automotive nel Friuli Venezia Giulia e le risposte sono state contrastanti. Prendiamo il presidente di Texa, Bruno Vianello. Il capo dell’azienda trevigiana, leader mondiale nella progettazione, industrializzazione e costruzione di strumenti diagnostici multimarca, analizzatori per gas di scarico, stazioni per la manutenzione dell’aria condizionata e dispositivi per la telediagnosi che possono essere usati per autovetture, moto, camion, imbarcazioni, mezzi agricoli e da costruzione.
Davanti alla possibilità di un impianto dell’azienda cinese che produca auto a guida autonoma e carica rapida di corrente elettrica la mette giù dura: lo stabilimento Byd in Italia? Sarebbe buono se desse lavoro a italiani, ma: «non salverà la nostra industria dell’automotive», dice Vianello per il quale l’unica chance di sopravvivenza è nella produzione di veicoli di lusso.







