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Elisa Messina

Foto di donne per strada a Milano, alcune con dettagli intimi: il progetto «Fie» ritorna a far discutere per una videointervista del suo autore: « Mi avvicinavo e andavo in faccia e scattavo qua o sotto la gonna e non mi vedevano»

Donna che cammina fotografata di spalle. Donna che si china a raccogliere un oggetto ripresa sempre di spalle. Dettaglio di un gluteo sotto un paio di short. Prendiamo tre situazioni, tre foto. Qual è il confine tra uno scatto di street style presentato (e diffuso) come parte di un progetto artistico e invece un'immagine intima rubata e pubblicata senza consenso, dunque reato passibile di denuncia? Probabilmente non lo aveva molto chiaro il fotografo Ray Banhoff, nome d'arte di Gianluca Gliori, 44 anni, quando, 12 anni fa, realizzò, in due anni di appostamenti, il suo progetto «Fie» con immagini scattate per le vie di Milano. Progetto che poi è diventato un libro di cui parlarono anche molte testate. E forse quel confine Gliori non lo ha molto chiaro neppure adesso visto che, a pochi giorni dall'esplosione del caso della chat sessista tra dipendenti Atm, in una videointervista pubblicata sui social il 21 giugno scorso ha raccontato nel dettaglio la sua «tecnica» per diventare invisibile e riuscire a scattare foto con il suo iPhone anche sotto le gonne delle donne che, loro malgrado, finivano poi nel suo progetto artistico.