Cosa cambia Ora, con il nuovo provvedimento, tutti i rilevatori successivi al 2017 saranno considerati automaticamente omologati. I dispositivi antecedenti, invece, verranno sottoposti a test tecnici obbligatori per verificarne la validità. Per ottenere l’omologazione, i dispositivi dovranno rispettare diversi requisiti, tra i quali la capacità di rilevare velocità in un intervallo compreso almeno tra 30km/h e 230 km/h e una tolleranza per l’errore di misurazione di 3km/h per una velocità entro i 100 km/h e del 3% oltre tale soglia. L’omologazione è solo una delle operazioni sancite dal decreto. Taratura iniziale, verifiche periodiche e annuali, controlli di funzionalità e tracciabilità delle operazioni tecniche sono i requisiti fondamentali che certificheranno la regolarità e il corretto funzionamento dell’autovelox. In particolare, la taratura iniziale dovrà essere effettuata prima della messa in esercizio dell’apparecchio, successivamente quella periodica con cadenza almeno annuale. In caso contrario, il rilevatore sarà posto fuori servizio.
Autovelox, cosa cambia con l'ultimo decreto
Omologazione e taratura, Le novità introdotte dall'ultimo provvedimento sugli autovelox






