“Collo di gomma”: così negli Stati Uniti chiamano il vizio di allungare lo sguardo e rallentare per guardare cosa è successo dopo un incidente in autostrada.
In Italia, lo si sente spesso ascoltando le informazioni sul traffico: “code per curiosi”, effetto di un comportamento irresponsabile che si manifesta soprattutto durante gli esodi estivi, trasformandosi in un micidiale moltiplicatore di colonne e in un serio fattore di rischio.
La coda per curiosi riguarda in particolare la direzione opposta rispetto a quella in cui si è verificato l’incidente. Quando gli automobilisti viaggiano in senso contrario, pur non avendo ostacoli fisici davanti a sé, tendono infatti a decelerare in modo evidente per osservare veicoli danneggiati, eventuali feriti, mezzi di soccorso e rilievi delle Forze dell’ordine.
Sulle arterie ad alta densità, come le autostrade durante gli esodi estivi, questo gesto si propaga all’indietro amplificandosi: bastano pochi automobilisti che rallentano anche di soli 30 km/h per bloccare il flusso del traffico chilometri più indietro. Il rischio principale è la dinamica del tamponamento a catena: le frenate improvvise e ingiustificate di chi si distrae colgono di sorpresa i conducenti che seguono, soprattutto quando il traffico è intenso.








