Profondamente inquietante. Il salto di carreggiata è il demone delle autostrade, il pensiero che si insinua, subdolo, mentre stringi il volante e il rombo del motore ti culla in una falsa quiete. È l’incidente che non vorresti mai immaginare, eppure lo immagini: un tir, un colosso di acciaio e gomma, che scavalca il guardrail come un cavallo imbizzarrito, invadendo la corsia opposta.

È il caos che si fa materia, la morte che si materializza in una frazione di secondo. Per fortuna, nell’incidente sull’A1, nel tratto aretino tra Arezzo e Valdarno, il salto di carreggiata non c’è stato. Ma il solo fatto che se ne sia parlato, nelle prime confuse ricostruzioni, è bastato a rievocare il terrore di ciò che poteva essere.

La dinamica

La dinamica, ancora al vaglio, racconta di un groviglio di veicoli: un tir, un’ambulanza travolta dal rimorchio, un’auto con roulotte al seguito, un autocarro, persino un pullman turistico sfiorato dal disastro. Tutti, per un capriccio del destino, viaggiavano nella stessa direzione, evitando il peggio. Ma l’autostrada, chiusa per ore, con code che si allungano come serpenti di lamiere – tre chilometri verso nord, otto verso sud – è diventata ancora una volta il teatro di un dramma sfiorato.