L'emergenza climatica tra conseguenze sulla salute e sul settore agroalimentare. L'allarme di ColdirettI: "Urgente la realizzazione di un Piano nazionale degli invasi"L'emergenza climatica tra conseguenze sulla salute e sul settore agroalimentare. L'allarme di ColdirettI: "Urgente la realizzazione di un Piano nazionale degli invasi"Due giorni dall’inizio dell’estate e il continente è già nella morsa di una delle più intense ondate di calore degli ultimi anni. Dall’Italia alla Francia, passando per Germania e Regno Unito, le temperature stanno raggiungendo livelli eccezionali. Scatta l’allarme delle autorità sanitarie e ambientali. A preoccupare, gli effetti sulla salute, sulle infrastrutture e sulle risorse idriche.Solo oggi, 22 giugno, sono 12 le città contrassegnate dal bollino rosso del Ministero della Salute, il livello massimo di rischio per la popolazione. Domani (23 giugno) saliranno a 15 e mercoledì 24 saranno 16. Tra i centri urbani più esposti figurano Milano, Roma, Firenze, Torino, Bologna, Verona e Perugia, dove le temperature elevate si sommano all’effetto delle cosiddette “isole di calore” urbane. Il picco - stando alle previsioni - non sarebbe stato ancora raggiunto: l’anticiclone subtropicale continuerà infatti a rafforzarsi almeno fino alla fine del mese. In molte aree italiane si toccheranno i 38-39 gradi, mentre dal prossimo fine settimana non si escludono punte superiori ai 40 gradi.L’emergenza non riguarda solo lo Stivale. La stessa massa d’aria rovente sta investendo gran parte dell’Europa centro-occidentale. Francia e Germania sono considerate il cuore dell’ondata di calore, con temperature che potrebbero raggiungere i 40 gradi anche in grandi aree urbane come Parigi. Persino Londra si prepara a registrare valori vicini ai 35 gradi. In Francia l’afa sta già mettendo sotto pressione il sistema dei trasporti. Nella regione dell’Île-de-France sono stati cancellati preventivamente circa un treno su dieci per evitare danni alle infrastrutture ferroviarie. Causa? Le alte temperature che potrebbero compromettere la stabilità dei binari. Lo studio del Centro europeoSempre più caldo, sempre più rischi. Secondo uno studio pubblicato su Nature Climate Change dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, rispetto agli anni Settanta il numero di giorni caratterizzati da forte stress da calore è aumentato fino a 50 all’anno in molte regioni del pianeta. Oggi il 22% della popolazione mondiale è esposta a condizioni di forte stress termico, contro il 16% registrato mezzo secolo fa. Vale a dire, circa un miliardo di persone in più. Le aree più colpite coincidono proprio con quelle che stanno vivendo le anomalie più marcate di queste settimane: Europa meridionale, Nord Africa, Sud America e parte meridionale del Nord America. SaluteL’allerta è anzitutto per la salute umana oltre che per animali e ambiente. La Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) invita alla massima prudenza, soprattutto per anziani, bambini e soggetti fragili. “Il caldo eccessivo determina problemi sanitari in quanto può alterare il sistema di regolazione della temperatura corporea - afferma il presidente Sima, Alessandro Miani -. Il corpo umano si raffredda attraverso la sudorazione, ma in determinate condizioni ambientali questo non è sufficiente: una umidità eccessiva impedisce al sudore di evaporare, con il calore corporeo che aumenta rapidamente. Temperature eccessivamente elevate possono provocare disturbi lievi come crampi, svenimenti, edemi, ma anche problemi gravi”.AmbienteQuanto all’ambiente, gli osservati numero uno sono, come di consueto, i corsi d’acqua. L’allarme siccità arriva soprattutto dal Nord Italia. Secondo l’Associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi), in appena una settimana la portata del Po a Pontelagoscuro, nel Ferrarese, è crollata da oltre 900 metri cubi al secondo a poco più di 300, con una perdita del 60% dei flussi. Le conseguenze sono già tangibili. Nel Delta del Po è stato sospeso il servizio irriguo e gli esperti temono ripercussioni non solo sull’agricoltura ma, nelle prossime settimane, anche sugli approvvigionamenti idropotabili.Nel frattempo, in Piemonte, la Regione ha deciso di riattivare l’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica. I dati dell’Arpa parlano di un deficit di precipitazioni del 44% nell’ultimo mese rispetto alla media climatica e di un lago Maggiore che presenta una disponibilità idrica inferiore del 31% rispetto ai valori normali. Tutto questo, a poche ore dal solstizio d'estate.Agroalimentare in sofferenzaA lanciare l'allarme per il settore agroalimentare - specie della Pianura Padana -nella morsa della siccità è Coldiretti. L'area, spiega la confederazione, rappresenta infatti il principale polo agroalimentare del Paese specie per la risicoltura e la produzione di pomodoro da industria. L'emergenza caldo pesa poi sugli allevamenti bovini e suinicoli italiani, fulcro delle principali filiere zootecniche nazionali.La situazione più difficile, sottolinea Coldiretti, "si registra nel Cremonese dove il livello del fiume si è fortemente abbassato e gli impianti che pescano acqua direttamente dal Po per l'irrigazione stanno già avendo difficoltà. A rischio ci sono soprattutto pomodoro e mais, così come nel Bergamasco". La situazione del Po, conclude, "evidenzia ancora una volta l'urgenza della realizzazione di un Piano nazionale degli invasi, una rete di bacini multifunzionali dotati di sistemi di pompaggio capaci anche di produrre energia idroelettrica". Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Ondata record di calore: 12 città da bollino rosso. Il Po perde fino al 60% dei flussi
L'emergenza climatica tra conseguenze sulla salute e sul settore agroalimentare. L'allarme di ColdirettI: "Urgente la realizzazione di un Piano nazionale degli














