Il futuro della Calabria passa inevitabilmente attraverso il lavoro dignitoso, il taglio delle tasse locali e una lotta senza quartiere allo sfruttamento della manodopera. Dal congresso regionale della Uil Calabria, in corso a Maierato, in provincia di Vibo Valentia, il segretario generale Pierpaolo Bombardieri traccia la linea d’azione per invertire la rotta in un territorio drammaticamente segnato dall’emigrazione giovanile e dalle piaghe sociali.

Ridurre l’Irpef locale per contrastare l’esodo dei giovani

Il primo grande nodo da sciogliere riguarda la pressione fiscale locale, che rischia di vanificare gli sforzi compiuti a livello centrale. Secondo il leader della Uil, per combattere l’esodo migratorio di tanti giovani dalla Calabria verso altre regioni in cerca di un lavoro stabile serve intervenire per avere anche al Sud contratti dignitosi in linea con i contratti nazionali.Un obiettivo chiaro che richiede una forte sinergia istituzionale a livello territoriale. Bombardieri ha infatti spiegato che “in questa direzione va la proposta della Uil di azzerare l’Irpef sino al 35% ed occorre quindi che Comuni e Regioni si impegnino per una riduzione del prelievo fiscale”.I soli indicatori macroeconomici positivi non possono bastare se non si traducono in un benessere reale per i cittadini. Per Bombardieri “gli effetti degli incrementi delle addizionali Irpef locali riducono i benefici ottenuti attraverso gli interventi nazionali ed ecco perché l’aumento del Pil è certamente un dato positivo, ma non basta in una regione come la Calabria dimenticata da quarant’anni e dove anche qui i soldi del Pnrr il prossimo anno saranno esauriti”.La ricetta per sbloccare lo sviluppo economico regionale, dunque, non può prescindere da interventi strutturali mirati. Il segretario ha infatti rimarcato come sia fondamentale un cambio di passo immediato: “Occorre allora dare risposte concrete nelle infrastrutture viarie – dalle ferrovie alla Statale 106 – affinché riprendano anche gli investimenti delle aziende”.