La storia si mette ancora di traverso ai rapporti fra Ucraina e Polonia, alleati di ferro nell'opposizione all'espansionismo della Federazione russa. La decisione del presidente polacco Karol Nawrocki, non condivisa dal primo ministro Donald Tusk, di revocare l'Ordine dell'Aquila Bianca al presidente ucraino Volodymyr Zelensky acuisce la tensione sull'asse Varsavia-Kiev, fondamentale perché gran parte degli armamenti americani ed europei che raggiungono l'Ucraina transitano attraverso le basi militari o le infrastrutture fisiche della Polonia. Una tensione acuita dalla decisione del presidente ucraino di rispedire la massima onorificenza polacca in un pacco inviato alla presidenza polacca, con tanto di foto pubblicata sui social e di polemica: “Se si ritiene che questo simbolo speciale possa rimanere a Caterina II, Benito Mussolini e Gerhard Schroeder, noi ucraini non ci opporremo".

Fra Ucraina e Polonia la ferita è provocata dalla Seconda guerra mondiale, attorno al ruolo dell'Esercito Insurrezionale Ucraino (Upa). Patrioti per Kiev, genocidi per Varsavia.

L'Upa nasce nel 1942. Si pose l'obiettivo di costruire uno Stato ucraino indipendente e sgombrare il paese da qualsiasi dominio straniero. L'organizzazione svolse una parte attiva nelle operazioni militari dell'Ucraina e si oppose contemporanamente all'Unione Sovietica, alla Germania Nazista e agli alleati polacchi dell'epoca, finendo al centro di una delle guerre più complesse dell'Europa orientale. L'Upa costituì il braccio destro dell'Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN), fazione politica guidata dalla figura simbolica del nazionalista Stepan Bandera. La motivazione di creare una forza armata indipendente fu giustificata dalla volontà comune di Unione Sovietica e Germania nazista di impedire la nascita di uno stato ucraino sovrano. Le radici dell'Esercito Insurrezionale Ucraino, dunque, affondano nel processo di acquisizione dell'identità nazionale dell'Ucraina, agevolato dal crollo dell'impero austro-ungarico e dalla Rivoluzione russa del 1917. L'Upa poggia le proprie basi su un nazionalismo etnico particolarmente radicato. Fu protagonista di massacri di ebrei e polacchi. L'episodio più cruento riguardò le stragi della Volinia e della Galizia orientale, in cui persero la vita oltre 100.000 cittadini polacchi. In Ucraina, l'Esercito Insurrezionale Ucraino viene celebrato come simbolo della lotta per la libertà nazionale, ma in Polonia è condannato per la responsabilità di crimini atroci.