Lo scontro tra Kiev e Varsavia si arricchisce di un nuovo capitolo. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, non parteciperà a una conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina che si terrà tra pochi giorni in Polonia. Lo ha annunciato la prima ministra ucraina, Yulia Svyrydenko, sullo sfondo delle tensioni con Varsavia per una vicenda che risale alla Seconda guerra mondiale. “Sarò io a guidare la delegazione ucraina e a coordinare tutto il nostro lavoro alla Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina a Danzica”, ha dichiarato Svyrydenko, confermando di fatto che Zelensky non si recherà all’evento, che prenderà il via giovedì. Svyrydenko ha osservato che, a seguito dell’iniziativa, si aspetta “accordi specifici che rafforzino le capacità di difesa e la stabilità dell’Ucraina e amplino la cooperazione economica con i partner”
Il forfait di Zelensky è legato alle tensioni diplomatiche tra i due Paesi, innescata dalla denominazione di eroi di un’unità militare all’Esercito Insurrezionale Ucraino (Upa), organizzazione nazionalista della Seconda Guerra Mondiale. L’Unità, attiva durante la Seconda mondiale, è accusata da Varsavia di aver preso parte di violenza su larga scala nei confronti della minoranza polacca, causando fino a 100mila vittime civili. Una decisione, quella di premiare l’Upa, su cui Zelensky non è mai tornato indietro, scatenando l’indignazione di Varsavia. Alcuni giorni fa il presidente polacco, Karol Nawrocki, aveva deciso di revocare la più alta onorificenza nazionale, l’Ordine dell’Aquila Bianca, a Zelensky. In risposta i funzionari di Kiev avevano a loro volta annunciato di voler restituire i riconoscimenti ricevuti da Varsavia, inclusa la medaglia rispedita al mittente via posta da Zelensky: “Se si ritiene che questo simbolo speciale possa invece rimanere a Caterina II, Benito Mussolini e Gerhard Schroeder, noi ucraini non ci opporremo” aveva commentato.












