Il presidente ucraino non parteciperà alla Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina che inizia oggi a Danzica, in Polonia. La decisione di Volodymyr Zelensky arriva dopo oltre un mese di tensioni tra Kiev e Varsavia, culminate nello scontro aperto con il presidente polacco Karol Nawrocki.

Tutto è iniziato il 26 maggio, quando Zelensky ha deciso di intitolare un’unità d’élite dell’esercito ucraino agli «Eroi dell’Upa» (l’Esercito insurrezionale ucraino), il braccio armato dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (Oun-B) di Sepan Bandera. Nelle regioni occupate dalle truppe naziste, l’Upa operò spesso in accordo con le decisioni del Terzo Reich e in funzione anti-sovietica insieme alle SS Galizien, reparto delle SS di Heinrich Himmler costituito in maggioranza da ucraini nazionalisti. Il presidente ed ex-storico Nawrocki, eletto nell’alveo del partito nazionalista Diritto e Giustizia per il quale Donald Trump e i suoi non hanno mai nascosto le proprie simpatie, ha subito parlato di «decisione critica» e ha accusato Zelensky aver «fornito alla propaganda russa ottimo materiale e molti spunti di riflessione».

L’indignazione ha coinvolto vaste aree della società polacca dove l’Upa è considerato una forza genocidaria, come stabilito dall’Istituto per la memoria nazionale nel 2008 e dal parlamento polacco nel 2016.