C’è tensione tra Varsavia e Kiev per la decisione del presidente polacco Nawrocki di revocare al suo omologo ucraino Zelens’kyj l’Ordine dell’Aquila Bianca. Una decisione presa a causa del consenso, da parte di quest’ultimo, a dare a una delle unità militari del paese il nome “Eroi dell’UPA”.

Una premessa: fondata nel 1942, l’UPA (Ukrainska Povstans’ka Armija, ossia Esercito Insurrezionale Ucraino) è stata un corpo paramilitare che fungeva da braccio armato dell’OUN (Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini); soggetti che nella memoria storica ucraina sono ricordati principalmente come forze che combatterono contro l’URSS.

La loro eredità è però controversa perché, se nel secondo paese europeo per estensione l’UPA è vista essenzialmente come movimento di resistenza e liberazione, la sua storia risulta essere pesantemente inquinata da crimini commessi durante la Seconda guerra mondiale contro civili polacchi ed ebrei soprattutto in Volinia e Galizia orientale. La memoria di questi fatti è tuttora causa di dibattiti e tensioni diplomatiche come nel caso qui descritto. Difatti nei due paesi ci sono interpretazioni diverse dei fatti avvenuti nei due territori prima citati: in Polonia sono visti come genocidio, in Ucraina come effetto di un conflitto la cui responsabilità è da imputare ad ambo le parti.