Di seguito il testo di Massimo Recalcati sul Nuovo oscurantismo su cui il Teatro Franco Parenti e Linkiesta invitano a ragionare, e ad aderire:
L’ondata populista che caratterizza il nostro tempo scaturisce dai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente che hanno surriscaldato il dibattito politico nel nostro Paese facendolo precipitare verso una radicalizzazione dello scontro ideologico che ha costituito di fatto il vero brodo di cultura dal quale è nato il consenso che il generale Vannacci sta ottenendo quasi senza sforzo.
In questa nuova ondata del populismo, c’è una inedita mescolanza tra violenza e ideologia. Si tratta di una miscela micidiale che mette a rischio i presupposti fondamentali del dibattito democratico: libertà di pensiero e di parola, pluralismo, riconoscimento di eguali diritti nel manifestare le proprie opinioni. Basterebbe, in realtà, più semplicemente, assistere a qualunque dibattito politico televisivo dove molto spesso il contraddittorio non esiste o viene utilizzato solo strumentalmente.
La crisi della democrazia è innanzitutto crisi della possibilità del dialogo tra posizioni differenti senza che venga messa in questione la legittimità degli interlocutori. In questo nuovo populismo, trasversale agli schieramenti di destra e di sinistra, non c’è in gioco né il fascismo né l’antifascismo, quanto una regressione a spinte pulsionali tribali. Per questo l’utilizzo squadrista dei social è divenuta un’arma irrinunciabile. E il ritorno pervasivo del pregiudizio in vesti psico-tecnologiche. Per questa ragione tale regressione ideologica comporta, nel suo vario corteo sintomatico, innanzitutto l’accecamento o l’annebbiamento del pensiero critico.








