La gestione del territorio e la modernizzazione delle infrastrutture devono uscire definitivamente dalla logica dell’emergenza per diventare i pilastri della programmazione ordinaria dello Stato. È questo il messaggio cardine emerso a Roma, nella cornice dell’Auditorium del MAXXI, dove si è tenuto il convegno annuale dell’OICE dal titolo “Cura e rigenerazione del Paese: territorio e costruito tra sicurezza, innovazione e futuro”. Ad aprire i lavori è intervenuto il Presidente OICE Giorgio Lupoi, il quale ha sottolineato come il territorio sia un fattore determinante sia nella programmazione ordinaria che nella gestione delle emergenze, influenzando direttamente la tenuta delle infrastrutture, evidenziando altresì l’urgenza di rigenerare il patrimonio costruito anche per rispondere alle pressanti esigenze abitative e l’importanza delle grandi opere quali motori di innovazione e tecnologia atteso che i progressi tecnici raggiunti tramite queste ultime generano benefici che si riflettono anche nelle applicazioni ordinarie.
Il paradosso delle emergenze e la sfida della prevenzione idrica
Il focus si è poi spostato sulla necessità di un cambio di paradigma culturale e normativo, analizzato durante la prima tavola rotonda intitolata “Prevenzione e cura delle infrastrutture e del territorio”. Al dibattito hanno preso parte figure chiave della gestione territoriale dello Stato, tra cui Fabrizio Curcio, Commissario straordinario alla ricostruzione nelle regioni Emilia Romagna, Toscana e Marche colpite dall’alluvione del 2023, Fabio Fatuzzo, Commissario Unico alla Depurazione e al Riuso delle acque reflue, Luigi Ferrara, Capo Dipartimento Casa Italia, ed Errico Stravato, Amministratore delegato di Sogesid. I relatori hanno approfondito il paradosso strutturale che vede una forte efficacia nella gestione delle emergenze, merito di una solida pianificazione e programmazione iniziale, a fronte di croniche difficoltà nell’azione di prevenzione. Dal tavolo è emerso l’invito unanime a investire risorse cospicue e impegno costante per evitare il continuo ricorso a provvedimenti legislativi d’urgenza e in deroga. Tra i temi centrali anche la gestione della risorsa idrica e la creazione di un quadro normativo omogeneo e tecnologicamente avanzato, capace di garantire una manutenzione ordinaria e stabile a fronte delle future calamità naturali.











