Il 17enne «ha una grave disabilità dovuta all'autismo», racconta il padre, che aggiunge: «Mio figlio poteva morire, dovremmo parlare di tentato omicidio»
Un gioco finito male o un episodio di bullismo. Sono queste le due piste seguite dalla questura di Viterbo per fare luce sul grave ferimento di un 17enne affetto da una grave disabilità a bordo di un treno partito alle 17:15 da Viterbo, il 17 giugno scorso. Il ragazzo era accompagnato dai suoi compagni, con cui frequenta un istituto superiore del capoluogo. Secondo le prime ricostruzioni, del liquido disinfettante sarebbe finito sulle mani e in parte sui vestiti del minorenne. A quel punto un altro ragazzo del gruppo avrebbe acceso un accendino che, una volta azionato, avrebbe prodotto una fiammata e dato fuoco alle mani e ai vestiti del 17enne.
L’intervento per salvare il ragazzo
Il padre non ha dubbi: «Dovremmo parlare di tentato omicidio». Una tragedia evitata solo grazie all’intervento di un operatore di Trenitalia e di un poliziotto fuori servizio. Il treno si è quindi fermato nella stazione di Vetralla, permettendo il trasporto del giovane all’ospedale di Santa Rosa di Viterbo. La prognosi è di 20 giorni.
La versione del padre







