Supply chain e skill mismatch frenano le prospettive di crescita
Roma, 22 giu. – Le imprese italiane mostrano un sentiment positivo, grazie soprattutto alle componenti legate alla sostenibilità e all’andamento economico, ma fragile, in particolare per le criticità nella supply chain e nella gestione delle risorse umane. È quanto emerge dal CRIBIS Italian Mood Index 2026, realizzato da CRIBIS, società del Gruppo CRIF specializzata nel fornire informazioni, soluzioni e consulenza alle imprese, in collaborazione con Nomisma. L’indice registra un valore complessivo pari a 102, in calo rispetto allo scorso anno (108).
L’indice misura il sentiment delle imprese italiane ed è costruito integrando dati di bilancio di circa 220 mila imprese, dati CRIBIS iTrade, banche dati pubbliche nazionali e internazionali, l’Osservatorio Controvento Nomisma e i risultati di una survey Nomisma condotta ad aprile 2026 su 110 imprese italiane.
L’analisi si compone di sette macro-indici: confidenza finanziaria, solidità della supply chain, consolidamento delle relazioni, confidenza degli investimenti, risorse umane, prossimità al Club “Controvento”, sostenibilità.
Il dato fotografa un sistema imprenditoriale ancora capace di tenuta, sostenuto da una buona solidità economico-finanziaria, dalla continuità degli investimenti e da una progressiva maturazione sui temi ESG. Allo stesso tempo, il ridimensionamento dell’indice segnala un clima più prudente, condizionato da criticità strutturali che continuano a incidere sulle prospettive di crescita: in particolare, la fragilità delle supply chain, il peso dei costi logistici e la difficoltà nel reperire competenze adeguate.









