Ancor prima di entrare in funzione, ha generato discussioni e polemiche. Che mettono tutti contro tutti. Si tratta di un autovelox nascosto dalla vegetazione e che dal prossimo 1° luglio sarà attivo lungo la strada provinciale Melendugno-Torre dell’Orso, una delle arterie maggiormente battute dai vacanzieri nel periodo estivo in Salento. L’installazione del dispositivo, nei giorni scorsi, è finito al centro di una dura contestazione e, ora, oggetto di una diffida. L’autovelox, infatti, si trova dietro una recinzione, parzialmente occultato dalla vegetazione, e difficilmente visibile.
In campo è scesa l’associazione nazionale tutela utenti della strada Altvelox, che ha inviato una formale diffida per chiedere la sospensione immediata dell’impianto e fissando un termine di cinque giorni per adottare i provvedimenti richiesti, riservandosi, in caso contrario, iniziative giudiziarie. Il documento è stato inoltrato al comune di Melendugno, al prefetto e alla Polizia stradale per verificare la piena regolarità della postazione, della segnaletica di preavviso e dello stesso decreto autorizzativo.
Al centro della contestazione c’è soprattutto la presunta scarsa visibilità dell’apparecchiatura, immortalata in alcune fotografie che hanno rapidamente fatto il giro del web - scatenando un vespaio di polemiche - e che mostrerebbero il rilevatore collocato dietro una recinzione, parzialmente coperto da una siepe. Nella diffida viene richiamata la sentenza n. 22158 del 23 maggio 2013 della Corte di Cassazione penale, che affrontò un caso relativo all’utilizzo di autovelox occultati agli automobilisti. Secondo quanto evidenzia Altvelox, i giudici di legittimità stabilirono che apparecchiature perfettamente lecite possono trasformarsi in strumenti di illecito quando vengono inserite in un sistema finalizzato a sorprendere gli utenti della strada attraverso modalità ingannevoli.








