Uno dei maggiori problemi educativi e psicologici che la Scuola e la società italiana hanno acquisito negli ultimi 10 anni è secondo me la confusione fra due concetti che più diversi non potrebbero essere: “stress” e “trauma”.
Piantiamola di confondere “Stress” e “Trauma”
Nella vita, nessuno mai si augura di vivere un trauma. Certo non durante l’infanzia, ma nemmeno nell’adolescenza o nell’età adulta o in vecchiaia. Questo perché il trauma, come dice la Treccani, (dal greco τραῦμα, “ferita“) indica in medicina “una lesione prodotta nell’organismo da un qualsiasi agente capace di azione improvvisa, rapida e violenta”. Mentre “in psicologia e in psicanalisi, viene definito trauma psichico un turbamento dello stato psichico imputabile a un avvenimento dotato di notevole carica emotiva.” Al contrario, lo stress è un termine ormai abusatissimo in ambito scolastico, soprattutto da studentesse cresciute da genitori-elicottero che, in perfetta buona fede ma sbagliando in modo profondo, cercano costantemente di proteggerle da qualunque ostacolo, a cominciare dalla Scuola. La Treccani lo definisce come “la risposta funzionale con cui l’organismo risponde a uno stimolo più o meno violento (stressor) di qualsiasi natura.”






