Il premier britannico Sir Keir Starmer si è dimesso.
L’annuncio è arrivato nella mattina di lunedì 22 in un discorso a Downing Street, dove Starmer ha affermato di aver accettato «con serenità» le richieste provenienti dal suo stesso partito e dall’elettorato.
«Mi dimetterò da leader del Partito Laburista», ha detto poi il primo ministro dimissionario, aggiungendo di aver ereditato un Partito Laburista «in bancarotta politica, finanziaria e morale», che gli era stato ripetuto «più e più volte» essere «finito».
La sfida con Burnham In molti avevano visto la debacle definitiva di Starmer nelle amministrative di Makerfield, collegio nella contea di Greater Manchester dove Andy Burnham, sindaco di Manchester e tra le figure più popolari del Partito laburista, aveva ottenuto il 55% dei voti, superando nettamente Robert Kenyon di Reform Uk, fermo al 35%.
Una vittoria, quella di Burnham, osservata non solo perchè i Labour erano riusciti a mantenere il proprio potere nel collegio, ostacolando l’ascesa del partito populista di Nigel Farage, ma anche perché l’intento declamato del sindaco di Manchester è stato sin da subito quello di sfidare Starmer in Parlamento, dal momento che l’elezione di Makerfield lo ha riportato in Camera dei Comuni dopo dieci anni.










