«Non vi preoccupate, non mollo». La frase arriva mentre Giorgia Meloni attraversa la folla, stretta nella scorta politica e simbolica di Luca Ciriani, tra le penne nere del raduno del terzo Raggruppamento Alpini del Triveneto. Gemona come approdo provvisorio, più che tappa. Un passaggio studiato, utile a interrompere la sequenza di giorni che ha fatto toccare il punto più basso delle relazioni con Washington. La presidente del Consiglio prova a riportare ordine nel racconto di sé. E a riscrivere, almeno in parte, la temperatura politica di queste ore. La scena è quella dell’orgoglio nazionale, del consenso immediato, della geografia affettiva del Nordest. Non basta però ad allontanare le ombre dello scontro con Donald Trump. A sera, sul social Truth, il tycoon torna ad attaccare. «Dopo aver speso trilioni di dollari per la Nato, l'Italia e il suo primo ministro non prenderebbero nemmeno in considerazione di essere coinvolti contro la Repubblica Islamica dell'Iran e la sua gravissima minaccia nucleare. Per decenni li abbiamo difesi, ma quando arriva il momento della prova non ci sono per difendere noi e il resto del mondo». Intervistato da Tgcom24 dice anche che non è «solo deluso dall’Italia, ma anche da tutti i leader della Nato. Però Meloni è stata una delle peggiori, in effetti...».
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Blitz a sorpresa in Friuli tra gli alpini: «Non preoccupatevi, non mollo»










