Roma, 21 giugno 2026 – Dove lo trovi, in una caldissima domenica di inizio estate, un po’ di “sano orgoglio nazionale” dopo uno scontro asprissimo con il presidente degli Stati Uniti? Al raduno degli Alpini, ovviamente. Ha pensato questo, e non ne fa mistero, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, reduce dal ruvido scambio a distanza con Donald Trump, sceglie, a sorpresa, il raduno del terzo raggruppamento Alpini del Triveneto, a Gemona del Friuli (dove era già venuta per il 50° anniversario del terremoto), per ritrovare quell’orgoglio.

E per giocare in casa: la passeggiata, scortata dagli alpini, diventa una sfilata, in tanti la fermano, le stringono la mano e, tra tricolori sventolati e sorrisi, la incitano: "grande Giorgia”, “forza, forza Giorgia”. Un bagno di folla che, in qualche modo, risponde alla pugnalata di Trump sul calo della popolarità della premier. È un blitz che non dura nemmeno due ore ma che – mentre i siti internazionali riportano ancora lo scontro con Trump – assume una valenza fortemente identitaria, con la presidente del Consiglio che non si nasconde, ma si fa immortalare con il più antico corpo di fanteria da montagna del mondo, nato nel 1872. Insomma, l’Italia “che non implora e non pietisce”.