Per arrivare a un nuovo farmaco possono servire anche dieci anni. E il conto, dalla ricerca di base agli studi clinici fino all’approvazione finale, può superare i 2 miliardi di euro. Ma ora l’Intelligenza Artificiale promette di cambiare una delle partite più delicate della medicina: rendere più rapido, sostenibile e competitivo lo sviluppo di nuove terapie. Secondo gli esperti di FoSSC, il Forum che riunisce 75 Società Scientifiche dei Clinici Ospedalieri e Universitari Italiani, l’uso dell’IA potrebbe ridurre del 25% i costi necessari per sviluppare un nuovo farmaco e tagliare fino al 40% i tempi complessivi del percorso che porta una terapia dal laboratorio ai pazienti.

Il tema è stato al centro della teleconferenza “L’impatto dei Nuovi Farmaci e dell’Innovazione Terapeutica sulla salute dei cittadini”, organizzata nei giorni scorsi con la partecipazione di clinici, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni sanitarie nazionali.

Solo pochi farmaci arrivano davvero ai pazienti

Il percorso che porta un farmaco all’approvazione è lungo, costoso e pieno di ostacoli. Molte molecole promettenti si fermano durante la sperimentazione. Solo una minoranza arriva alla valutazione finale degli enti regolatori. “Si calcola che solo il 12% dei farmaci messi a punto dalla ricerca clinica arriva effettivamente all’approvazione da parte degli enti regolatori – ha sottolineato Francesco Cognetti, Coordinatore FoSSC. “L’applicazione dell’Intelligenza Artificiale sta iniziando a dimostrare tutte le sue grandi potenzialità anche nel complicato settore delle sperimentazioni cliniche. Può, infatti, consentire risparmi importanti in termini di tempo e di risorse umane-economiche dedicate, soprattutto in questo difficile momento storico”.