| 4 Giugno 2026 16:02 |

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(Adnkronos) – “L’applicazione dell’intelligenza artificiale può ridurre del 25% i costi per lo sviluppo di un farmaco. Inoltre, diminuisce del 40% i tempi complessivi per la realizzazione di una nuova terapia. Dal momento dall’avvio della ricerca di base fino all’approvazione del trattamento, dopo gli indispensabili studi clinici, possono trascorrere anche 10 anni. I costi medi dell’intera operazione ammontano a oltre 2 miliardi di euro”. È quanto hanno evidenziato, durante un evento on line, gli esperti di Fossc, il Forum che raggruppa 75 società scientifiche dei clinici ospedalieri e universitari italiani. La teleconferenza, dal titolo ‘L’impatto dei nuovi farmaci e dell’innovazione terapeutica sulla salute dei cittadini’, è stata organizzata nei giorni scorsi. Vi hanno partecipato clinici, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni sanitarie nazionali.

“Si calcola che solo il 12% dei farmaci messi a punto dalla ricerca clinica arriva effettivamente all’approvazione da parte degli enti regolatori – ha sottolineato Francesco Cognetti, coordinatore Fossc – L’applicazione dell’Ia sta iniziando a dimostrare tutte le sue grandi potenzialità anche nel complicato settore delle sperimentazioni cliniche. Può, infatti, consentire risparmi importanti in termini di tempo e di risorse umane-economiche dedicate, soprattutto in questo difficile momento storico. I Paesi Occidentali stanno iniziando a subire, anche nella ricerca, la forte concorrenza di nazioni come la Cina. Abbastanza evidente – ha osservato – è il caso degli studi clinici contro il cancro avviati negli Usa che, negli ultimi 10 anni, sono diminuiti del 34%. In Europa invece si sono ridotti addirittura del 50% con un calo di pazienti arruolati di circa 60mila in meno in 5 anni. Il paese asiatico è diventato il primo al mondo per numero di trial clinici oncologici. Bisogna perciò investire in questo settore strategico anche per restare competitivi a livello internazionale”.