A oltre vent’anni dall’invasione Usa e un anno dopo il taglio dei fondi da parte di Trump, la ricostruzione sembra una chimera. L’attività delle ong è stata stroncata, la sanità e l’istruzione non riescono a riprendersi. Su tutto l’ombra delle fazioni armateBAGHDAD – Il tramonto sul Tigri è lunghissimo. La luce si stira dietro i palazzi di Haifa Street con pigrizia, riempiendo di luce i buchi dei kalashnikov che puntellano gli edifici e che rimangono a memoria degli scontri tra le forze armate statunitensi, irachene e milizie armate. Il tassista passa col rosso, qualcuno suona e la macchina accelera ancora: le palme bruciano sotto l’ultimo sole, i colori dei neon riempiono le strade sempre affollate, un motorino malandato taglia la strada. Tre ragaPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Lavinia Nocelli
L’Iraq non vede ancora futuro, tra milizie filo-iraniane e aiuti americani negati
A oltre vent’anni dall’invasione Usa e un anno dopo il taglio dei fondi da parte di Trump, la ricostruzione sembra una chimera. L’attività delle ong è stata stroncata, la sanità e l’istruzione non riescono a riprendersi. Su tutto l’ombra delle fazioni armate








