Baghdad torna al centro dell’attenzione internazionale tra indiscrezioni sull’utilizzo del suo territorio nelle operazioni contro l’Iran e la formazione del nuovo governo al-Zaidi. L’Iraq resta uno spazio strategico conteso, dove fragilità istituzionale, dipendenza energetica e minaccia jihadista si intrecciano con la competizione tra grandi potenze
Le recenti indiscrezioni relative all’utilizzo del territorio iracheno nell’ambito delle operazioni contro l’Iran e la formazione del nuovo governo guidato da Ali al-Zaidi hanno riportato Baghdad al centro dell’attenzione internazionale. Tuttavia, concentrarsi esclusivamente sugli eventi più recenti rischia di oscurare una realtà più profonda. L’Iraq non è più soltanto uno dei teatri della crisi mediorientale. È il punto in cui convergono alcune delle principali linee di frattura che stanno ridefinendo l’intero equilibrio regionale: competizione tra Stati Uniti e Iran, ruolo delle milizie, sicurezza energetica, instabilità siriana, fragilità istituzionale e crescente centralità dello spazio informativo. Comprendere l’Iraq significa quindi comprendere una parte significativa delle dinamiche che influenzeranno il futuro del Medio Oriente e, indirettamente, della sicurezza europea.







