Una linea di comunicazione per evitare incidenti nello Stretto di Hormuz e una "unità per la gestione dei conflitti" con l'obiettivo di mettere fine ai combattimenti in Libano. Il primo round di colloqui di alto livello fra Iran e Stati Uniti in Svizzera si è concluso con "incoraggianti progressi" e le trattative al livello tecnico proseguiranno per il resto della settimana. Nonostante le minacce di Donald Trump di distruggere l'Iran che sembravano poter mettere in bilico le trattative
in evidenzaUna linea di comunicazione per evitare incidenti nello Stretto di Hormuz e una "unità per la gestione dei conflitti" con l'obiettivo di mettere fine ai combattimenti in Libano. Il primo round di colloqui di alto livello fra Iran e Stati Uniti in Svizzera si è concluso con "incoraggianti progressi" e le trattative al livello tecnico proseguiranno per il resto della settimana. Nonostante le minacce di Donald Trump di distruggere l'Iran che sembravano poter mettere in bilico le trattative, i mediatori Pakistan e Qatar parlano di buoni risultati. E il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sembra concordare: sono stati fatti "progressi significativi per porre fine alla guerra in Libano. Da Camp David Trump aveva gelato l'Iran quando era già seduto al tavolo con Vance, arrivato a Burgenstock per aprire la fase due dei negoziati. “Se non fermate Hezbollah in Libano e non aprite Hormuz , non avrete più un Paese dove tornare”. Immediata la replica di Teheran: “Stia attento a quello che dice, il nostro esercito è pronto a rispondere”, aveva detto il capo negoziatore Mohammed Bagher Ghalibaf.










