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I carabinieri sono riusciti a trovare l’aggressore Non ha aperto, sono intervenuti i Vigili del fuoco
ROBBIO (Pavia)Il ferito è ricoverato con prognosi riservata, ancora in pericolo di vita, per coltellate all’addome. E il presunto aggressore ieri sera era ancora in caserma dai carabinieri, con la prospettiva di uscirne in stato di fermo o arrestato per tentato omicidio. Un evento violento avvenuto nella tarda serata di sabato, poco dopo la mezzanotte, a Robbio, dove abitano sia la vittima che il sospettato, che forse si conoscevano. La ricostruzione dell’accaduto è ancora al vaglio dei militari intervenuti in via Magenta insieme ai soccorsi sanitari di Areu con due ambulanze e auto medica in codice rosso. Il ferito, 43 anni di Robbio, ha riportato più lesioni da taglio, in particolare una molto profonda all’addome, oltre ad altre sulle braccia probabilmente da difesa. L’ambulanza lo ha trasportato con la massima urgenza all’ospedale di Novara, dove è stato ricoverato in terapia intensiva. L’accoltellamento sarebbe avvenuto in strada, ma sulla vicenda sono state fornite ricostruzioni diverse, tra cui una diramata dal compagno della sorella della vittima, che vive nel Lazio, riferendo di una festa di compleanno, della nipote della vittima, durante la quale "un uomo, di probabili origini magrebine, armato di ascia avrebbe aggredito i presenti alla festa", con il 43enne intervenuto in difesa della famiglia e in particolare della figlia minorenne. All’arrivo di soccorritori e forze dell’ordine l’aggressore si era allontanato. L’arma bianca non è stata ritrovata. I carabinieri sono risaliti all’uomo che vive a Robbio in via Vespolate, 26 anni di nazionalità tunisina, rintracciato nella sua abitazione in mattinata. Non ha aperto la porta ai carabinieri, che hanno dovuto chiamare i vigili del fuoco. Portato in caserma per essere interrogato, in giornata il sindaco di Robbio, Roberto Francese, ha emesso ordinanza per "l’interdizione dell’abitazione", "a seguito delle accertate condizioni igienico sanitarie". Nella casa c’erano anche tre cani, affidati al servizio veterinario dell’Ats di Pavia.











