Veneto Sviluppo, si cambia. E cambia anche Veneto Innovazione. Tre anni dopo la riforma varata nel 2023 dall’allora governatore Luca Zaia (disse: «Una rivoluzione organizzativa che farà da volano alla nostra economia»), la Regione di Alberto Stefani e dell’assessore Massimo Bitonci è pronta alla retromarcia: le banche torneranno nell’assetto societario della finanziaria regionale, pur con una quota minoritaria, mentre Veneto Innovazione tornerà sotto il controllo di Palazzo Balbi.
Il progetto, cui stanno lavorando il presidente Stefani e l’assessore allo Sviluppo economico Bitonci assieme a Marco Cappelletto, avvocato civilista esperto in diritto societario, sarà discusso con le associazioni di categoria, con l’obiettivo di renderlo operativo da dopo l’estate. Da parte del mondo imprenditoriale, Palazzo Balbi si aspetta confronto e collaborazione. Nessuno, del resto, ha dimenticato le parole tranchant del presidente di Confindustria Verona, Giuseppe Riello, su Veneto Sviluppo: un «carrozzone» gestito solo per «riempire delle poltrone». Ma al di là del parere delle categorie, sono i tempi in cui vivono oggi le imprese e soprattutto la necessità di garantire un sostegno al mondo produttivo veneto, a imporre una revisione della finanziaria regionale. Dice Bitonci: «Questo progetto di revisione strategica del Gruppo Veneto Sviluppo ha l’obiettivo di restituirle il ruolo di vera finanziaria regionale, capace di coniugare finanza agevolata e finanza di mercato a supporto delle imprese del territorio». Veneto Innovazione, poi, potrà occuparsi principalmente di occupazione, magari lasciando ad altri l’organizzazione degli stand di Fieracavalli o del Vinitaly.






