Chiusa una crisi se ne riapre un’altra.
Con la guerra contro l’Iran almeno temporaneamente in pausa, i riflettori internazionali tornano a puntare sul conflitto più grande e intrattabile degli ultimi decenni: l’invasione russa dell’Ucraina.
Una guerra che in queste settimane era apparsa vicina a un punto di svolta, con le difficoltà di Mosca in aria e in cielo, il nuovo attivismo diplomatico degli europei e le aperture dello stesso Vladimir Putin, che aveva detto di vedere il conflitto «vicino alla sua conclusione».
Ma proprio, invece, la guerra entra nella sua fase più delicata e potenzialmente instabile.
Costretto nell’angolo da un fronte di terra in stallo e con i droni ucraini che colpiscono sempre più in profondità, il Cremlino ha promesso imponenti rappresaglie aree contro le città, che di sicuro moltiplicheranno anche i rischio di incidenti con i paesi vicini, mentre si moltiplicano i segnali di una potenziale nuova mobilitazione russa.








