ROMA – Sei milioni di persone in tutto il mondo sono invitate a firmare una petizione lanciata oggi da Amnesty International per chiedere giustizia per le vittime e i sopravvissuti del conflitto nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), che dura da oltre 30 anni e ha causato circa 6 milioni di morti .

QUI, PER ADERIRE ALLA CAMPAGNA DI AMNESTY

L'istituzione di un meccanismo giudiziario internazionale. La campagna "6 milioni di voci per la giustizia per il Congo" dell'organizzazione per i diritti umani chiede l'istituzione di un meccanismo giudiziario internazionale per indagare sui crimini di diritto internazionale commessi dalle forze di sicurezza congolesi e straniere, dai gruppi armati e da altri soggetti tra il 1993 e il 2003. “Per quanto tempo ancora i congolesi dovranno aspettare giustizia? – si domanda Vongai Chikwanda, vicedirettore regionale di Amnesty International, Campagne in Africa orientale e meridionale – alle vittime e ai sopravvissuti è stata promessa giustizia per decenni, eppure la maggior parte degli autori di queste orribili violazioni non è stata ancora chiamata a risponderne”.

I tesori della regione orientale. Va premesso subito che i conflitti nella RDC hanno solo ed esclusivamente a che fare con il controllo della regione orientale del Paese, ricchissima di risorse del sottosuolo, contese da consorterie interne alla RDC, da potentati economici internazionali, ma soprattutto da forze straniere confinanti, Rwanda, in primo luogo. Il conflitto nella regione orientale è in corso dagli anni '90. Dopo il genocidio ruandese del 1994, centinaia di migliaia di ruandesi, per lo più hutu, fuggirono dalla RDC (che allora si chiamava Zaire) tra cui alcuni che avevano partecipato al genocidio. La loro presenza, unita ad una serie di violazioni dei diritti umani, durante il regime del presidente Mobutu, contribuì all'invasione della RDC da parte di eserciti stranieri, quello ruandese in primo luogo, che sostenne il movimento ribelle congolese, guidato da Laurent-Désiré Kabila, il quale alla fine rovesciò Mobutu: maggio 1997. Ma Kabila non pose fine al coinvolgimento militare straniero nel Paese.