Il mondo dello sport siciliano è sotto shock per la tragica scomparsa di Giancarlo Muti, 63 anni, vittima di un terribile incidente stradale avvenuto sulla Statale 18 Tirrena Inferiore, in territorio di Guardia Piemontese (Cosenza). Muti stava tornando nella sua terra d’origine, la Calabria, per un appuntamento di gioia – il matrimonio della nipote – quando il destino ha spezzato il suo cammino nello scontro tra la sua autovettura e un mezzo pesante.

Un legame indissolubile con la SiciliaSebbene residente da anni in Veneto, dove era un punto di riferimento per il settore giovanile del Real Vicenza, il cuore di Giancarlo Muti batteva ancora forte per la Sicilia. E in particolare per quel triangolo sportivo composto da Lentini, Carlentini e Acireale, dove il suo nome è inciso nella memoria collettiva degli appassionati.

Muti non è stato solo un calciatore, ma un uomo capace di lasciare un segno indelebile per la sua correttezza, la sua umanità e quella serietà che lo rendeva unico. A Lentini, in particolare, il suo nome resta legato a una delle stagioni più luminose della rinascita sportiva della Leonzio. Nel campionato 1981/82, sotto la presidenza di Placido Restuccia, Muti divenne un simbolo di quella squadra che fece sognare un’intera città. Acquistato dal Cosenza, si distinse in un gruppo storico che annoverava calciatori del calibro di Florindo Bragatto, Romano, D'Agostino, Campanella, Indelicato, Raciti, Colotti e Mancarella.