Una vita legata al calcio, alle proprie radici e alla famiglia. È questo il profilo di Giancarlo Muti, il 63enne che ha perso la vita nel tragico incidente stradale avvenuto nel pomeriggio di giovedì 18 giugno all’interno della galleria Pietra della Menta, lungo la Statale 18 Tirrena Inferiore, nel territorio di Guardia Piemontese. La notizia della sua morte ha suscitato profondo cordoglio non solo a Cetraro, sua città d’origine, ma anche in Veneto, dove aveva vissuto per molti anni costruendo relazioni personali e sportive che lo avevano reso una figura conosciuta e apprezzata.

Dalle esperienze da calciatore alla passione per i giovani

Muti era noto nel mondo calcistico per il suo passato da giocatore. Nel corso della sua carriera aveva vestito le maglie di società importanti come Acireale e Nicastro, coltivando una passione che non aveva mai abbandonato neppure dopo aver lasciato il calcio giocato.

Conclusa l’attività agonistica, aveva infatti scelto di restare vicino ai campi e ai giovani atleti, mettendo a disposizione esperienza e competenze maturate negli anni. Un percorso che lo aveva portato a collaborare con il Real Vicenza, dove seguiva e supportava le attività del settore giovanile.