La guerra entra in una nuova fase sul fronte meridionale. Nella notte tra venerdì e sabato l'Ucraina ha lanciato una delle più vaste operazioni a lungo raggio degli ultimi mesi contro la Crimea occupata dalla Russia, prendendo di mira infrastrutture energetiche, sistemi di difesa aerea e collegamenti logistici considerati cruciali per le operazioni militari di Mosca. Secondo le autorità russe, gli attacchi hanno provocato almeno cinque vittime e decine di feriti, mentre Kiev rivendica il successo dell'operazione come risposta ai continui bombardamenti russi sulle città ucraine.
Gli obiettivi dell'attacco Secondo lo Stato maggiore ucraino, decine di droni hanno colpito quattro impianti di compressione del gas in Crimea, un deposito petrolifero nella città di Kerch e diverse infrastrutture militari sparse nella penisola. Tra gli obiettivi figurano anche il ponte sullo stretto di Henichesk, che collega la Crimea alla parte occupata dell'oblast' di Kherson, e altre installazioni utilizzate dalle forze russe per il trasporto di uomini, carburante e materiali bellici. L'offensiva non si è limitata alla Crimea. A circa 2.000 chilometri di distanza, droni ucraini hanno preso di mira anche la raffineria di petrolio di Tyumen, in Siberia occidentale, uno degli impianti energetici più importanti della Russia. Le autorità russe hanno sostenuto di aver respinto l'attacco grazie alla difesa aerea, mentre Kiev afferma di aver colpito con successo il sito.Perché la Crimea è un bersaglio strategico Per Kiev la Crimea rappresenta uno dei principali centri logistici delle forze russe nel teatro meridionale della guerra. Dalla penisola, annessa da Mosca nel 2014 ma considerata territorio ucraino dalla comunità internazionale, transitano carburante, munizioni e rinforzi diretti ai fronti di Kherson e Zaporizhzhia. Negli ultimi mesi l'Ucraina ha intensificato la campagna contro le infrastrutture energetiche e logistiche russe, con l'obiettivo di rendere più difficile il rifornimento delle truppe e aumentare i costi della guerra per il Cremlino. Reuters ha riportato che i recenti attacchi hanno già provocato problemi nell'approvvigionamento di carburante in Crimea e nei territori occupati del sud dell'Ucraina. A seguito dei raid, il governo locale ha adottato misure straordinarie per gestire la situazione energetica. Dalle 9 del mattino sono state sospese le vendite di carburante a privati e aziende, con le forniture riservate esclusivamente ai servizi essenziali e agli enti responsabili della sicurezza della penisola.Zelensky: «Una risposta giusta agli attacchi russi» Last night, our long-range sanctions targeted the occupiers’ military logistics, oil industry, and air defense. All of this is a just response to Russia’s brutal attacks against our people. I thank the warriors of the Security Service of Ukraine, the Unmanned Systems Forces, the… pic.twitter.com/90APquETQT — Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) June 21, 2026 Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato apertamente l'operazione, definendola una risposta ai bombardamenti russi contro il territorio ucraino. «Ieri sera le nostre sanzioni a lungo raggio hanno colpito la logistica militare, l'industria petrolifera e la difesa aerea degli occupanti. Tutto ciò rappresenta una giusta risposta ai brutali attacchi della Russia contro il nostro popolo», ha scritto su X. Secondo Zelensky, sono state colpite infrastrutture logistiche utilizzate per il trasporto di petrolio nella regione russa di Krasnodar, un deposito petrolifero a Kerch e numerosi obiettivi militari, tra cui quattro radar appartenenti ai sistemi missilistici S-400 e due sistemi antiaerei Pantsir. Il presidente ucraino ha inoltre ringraziato le forze armate per aver operato con successo a circa 300 chilometri dalla linea del fronte. «La Russia comprende solo la forza, e la nostra forza a lungo raggio è certamente al servizio della pace», ha affermato il leader ucraino.











