di Claudio Savellidomenica 21 giugno 20263' di lettura
È Maroccomania. Come quattro anni fa, anzi di più. Il Marocco è la miglior squadra vista al Mondiale finora perché è quella che più si avvicina allo stile di un club. E pensare che Mohamed Ouahbi ne è commissario tecnico da soli tre mesi, avendo sostituito Walid Regragui, colui che guidò la Nazionale allo storico quarto posto ai Mondiali in Qatar, lo scorso marzo. Sembrava l’inizio di un tracollo, la fine di una storia, invece Ouahbi è riuscito a completare l’opera e a mettere insieme una formazione che magari non è perfetta, ma che di certo funziona alla perfezione.Come prima cosa ha convinto Bouaddi a sposare la causa, infatti proprio lo scorso marzo il regista 18enne che fa girare il Marocco giocava con l’Under 21 della Francia. D’altronde Ouahbi aveva da poco vinto la Coppa del Mondo Under 20 con il Marocco e, in ambito talenti, era già considerato un guru dopo tutta la trafila da tecnico nel settore giovanile dell’Anderlecht. Sistemata la casella del regista, serviva quella della punta, vero dubbio di domanda della Nazionale marocchina ormai priva di un interprete di livello come fu En-Nesyri quattro anni fa. E allora il ct studia le caratteristiche dei suoi ragazzi e cerca di incastrarle con il resto della squadra. Ecco l’illuminazione: Ismael Saibari che nel Psv gioca trequartista ma, come si dice, “vede la porta”. La vede in alta definizione, altroché: 19 gol in 37 partite stagionali, 15 dei quali in Eredivisie, conditi da 8 assist. Nelle amichevoli pre-Mondiale viene testato come punta, e funziona. Contro il Brasile segna lui, contro la Scozia segna lui: due gol del Marocco, tutti e due suoi.INTENSITÀ














