Il segretario della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, Enzo Scalese, commenta il report di Bankitalia sull’economia calabrese: “I segnali positivi ci sono, ma sono trainati soprattutto da PNRR e fondi pubblici”. L’allarme su innovazione, salari bassi e fuga dei giovani
La crescita economica registrata dalla Calabria nel 2025 rappresenta un segnale incoraggiante, ma non basta per dire che i problemi strutturali della regione siano stati superati. È questa la posizione del segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, Enzo Scalese, intervenuto dopo la pubblicazione del rapporto annuale di Bankitalia sull’economia calabrese. Secondo Scalese, i dati positivi evidenziati dall’istituto sono stati sostenuti soprattutto dagli investimenti pubblici, dal PNRR, dalle politiche di coesione e dagli incentivi fiscali nazionali.
“La crescita non durerà senza investimenti stabili”
Per il dirigente sindacale, il vero nodo sarà trasformare questa fase favorevole in uno sviluppo strutturale e duraturo. “Molti degli investimenti che oggi sostengono l’economia regionale sono legati a risorse straordinarie che non potranno durare all’infinito”, sottolinea Scalese. Da qui il rischio che, esaurita la spinta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’economia calabrese possa tornare a rallentare se non saranno attratti investimenti privati nei settori strategici.












