Pubblicato il: 18/06/2026 – 10:32

CATANZARO «Nel 2025 l’economia calabrese è cresciuta moderatamente. Sulla base dell’indicatore Iter della Banca d’Italia, nell’anno il prodotto interno lordo sarebbe aumentato dell’1,1 per cento, un valore superiore a quello osservato nel Mezzogiorno e nel Paese». Lo rivela il rapporto annuale sull’economia calabrese della filiale della Banca d’Italia di Catanzaro. In particolare, i settori che hanno trainato la crescita moderata della Calabria sono stati il turismo e le costruzioni. Positivi anche i dati dell’occupazione, che nel 2025 hanno registrato la creazione di 20mila nuovi posti di lavoro. «Le aspettative per il 2026 – prosegue il report di Bankitalia – risentono degli effetti derivanti dal conflitto in Medio Oriente, che ha già determinato un deterioramento della fiducia delle famiglie e delle imprese».

L’andamento dei settori

Banca d’Italia poi evidenzia che «nell’industria in senso stretto le vendite sono aumentare in misura moderata: l’attività di investimento si è mantenuta sui livelli dell’anno precedente, ancora favorita dall’ampio ricorso degli incentivi fiscali, tra i quali quelli legati alla Zes per il Mezzogiorno (Zes unica). Il turismo fornisce un contributo rilevante all’economia regionale, presentando ancora ampi margini di crescita. Gli scambi con l’estero – emerge dal rapporto – hanno continuato ad espandersi per il quinto anno consecutivo, superando il miliardo di euro: l’incidenza sul Pil, seppur in crescita, rimane contenuta. Il settore delle costruzioni ha evidenziato un miglioramento beneficiando dell’avanzamento dei lavori pubblici, in parte connesso alla prosecuzione degli interventi del Pnrr». Secondo Bankitalia inoltre «nel 2025 l’occupazione in Calabria è cresciuta più intensamente che nel Mezzogiorno e nella media nazionale, con un aumento sia dei lavoratori dipendenti sia, in misura più marcata, degli autonomi. Il reddito reale delle famiglie calabresi ha continuato a crescere, sostenuto dall’espansione dell’occupazione. Pur in presenza di una lieve ripresa dell’inflazione, i consumi hanno mostrato una dinamica positiva, in miglioramento – si legge ancora nel rapporto – rispetto al biennio precedente». (a. cant.)